Euro-Office è un fork europeo di ONLYOFFICE, nato a marzo 2026 da un consorzio di aziende del continente: IONOS, Nextcloud, EuroStack, XWiki, OpenProject, Soverin, Abilian e BTactic, a cui si sono aggiunte poco dopo Open-Xchange e Office.eu. Licenza AGPL-3.0, prima release stabile il 9 giugno 2026, oggi siamo alla 9.3.4.
Perché forkare
Le motivazioni dichiarate dal consorzio sono due, una tecnica e una politica.
Sul fronte tecnico accusano Ascensio System di ignorare sistematicamente le pull request della community, di non revisionare il codice esterno, di lasciare le istruzioni di build obsolete e di distribuire blob binari e codice offuscato — tutte cose che rendono difficile fidarsi del progetto e contribuirci davvero.
Sul fronte politico, il punto è che una parte consistente del team ONLYOFFICE si trova in Russia. Per software destinato a finire nelle infrastrutture della pubblica amministrazione europea, quella dipendenza è diventata indigeribile.
NOTELa risposta di Ascensio è arrivata in cinque giorni: accusa di violazione di licenza, perché Euro-Office aveva rimosso dall’AGPL le clausole aggiuntive su logo e branding, ritenendole “non vincolanti”. Il 31 marzo ONLYOFFICE ha sospeso la partnership con Nextcloud. La disputa è poi rientrata a giugno, con la prima release stabile.
C’è anche una critica che arriva dal fronte opposto, quello LibreOffice: inseguire la compatibilità perfetta con DOCX/XLSX/PPTX significa rafforzare lo standard Microsoft invece di spingere ODF. Obiezione legittima — ma è anche l’unica strada per far migrare un ufficio senza rivolta interna.
Provarlo senza sporcare niente
Il Document Server (gli editor web collaborativi) gira in un container e l’immagine è pubblica, nessun login richiesto.
# ~2.5 GB compressi, ~7 GB estrattipodman pull ghcr.io/euro-office/documentserver:latest
# dalla 9.3.4 il segreto JWT è obbligatorio e deve essere ≥ 32 caratteriexport EO_JWT=$(openssl rand -hex 32)
podman run -d \ --name euro-office \ -p 8080:80 \ -e JWT_ENABLED=true \ -e JWT_SECRET="$EO_JWT" \ -e EXAMPLE_ENABLED=true \ ghcr.io/euro-office/documentserver:latestPorta 8080 così resta rootless, niente sudo. Il primo avvio prende un minuto abbondante: dentro il container ci sono PostgreSQL, RabbitMQ, nginx e supervisor che devono tirarsi su in ordine.
curl http://localhost:8080/healthcheck # deve rispondere: truepodman logs euro-office | tail -20 # se healthcheck tacePoi apri http://localhost:8080/example/: è l’app di test integrata, carichi un .docx o crei un file nuovo e si apre nell’editor vero. Per vedere la collaborazione in tempo reale basta aprire lo stesso documento in due finestre del browser — compaiono i due cursori con i nomi.
WARNING
EXAMPLE_ENABLEDnon ha nessun controllo d’accesso: chiunque raggiunga quella porta può caricare e aprire file. Va bene in locale, mai esposto in rete.
Quando hai finito non resta niente sul sistema — nessun pacchetto, nessun servizio systemd, nessun database:
podman rm -f euro-officepodman rmi ghcr.io/euro-office/documentserver:latestStato dei pacchetti Linux
| Componente | Dove si trova |
|---|---|
| Document Server | release ufficiali .deb e .rpm (x86_64 e aarch64) |
| Container | ghcr.io/euro-office/documentserver — pubblico, tag latest e nightly |
| Desktop Editors Linux | nessuna release pubblicata: solo artifact di CI su GitHub, che richiedono login |
Il punto dolente è l’ultimo. Le app desktop per Linux esistono e vengono compilate a ogni build (.deb + .rpm, circa 1.8 GB di artifact), ma non sono pubblicate come release: per scaricarle serve un account GitHub e pescarle a mano dalla pagina della run. Se vuoi provarle senza installarle sull’host, il trucco è metterle in un container distrobox ed esportare il .desktop con distrobox-export.
TIPOcchio ai repo di terze parti che compaiono cercando “euro-office builds” su Google: ne ho trovato uno con tre stelle, zero release e fermo da mesi. Binari di ignoti al posto di una suite da ufficio non è un grande affare — meglio l’artifact ufficiale o il container.
Vale la pena?
Per un self-hoster, il Document Server in container è il modo più rapido per dare editor collaborativi a un Nextcloud esistente, e il connettore eurooffice-nextcloud è già nella repo ufficiale. Per il desktop, invece, siamo ancora in territorio tech preview: le app si compilano ma non si scaricano, e questo dice abbastanza su quanto sia maturo il progetto fuori dal caso d’uso server.
Resta il fatto che è la prima volta che un pezzo di infrastruttura da ufficio europeo nasce con dietro un consorzio industriale vero e non un singolo vendor. Per quello vale la pena tenerlo d’occhio.